Dicono di Insània -




La recensione  di Leggere a Colori


La recensione di Mamme nel deserto  grazie Drusilla, grande amica mia!!

Le recensioni dal sito Ilmiolibro
Voto 
Metropolis
Condivido tutti i commenti di coloro che mi hanno preceduto. Bella e scorrevole la scrittura ed interessante la trama dove il vuoto vissuto e riempito di valori svilenti prima o poi sfociano in una crisi di ordinaria follia. Inoltre si sente Milano. Complimenti.
martedì 4 febbraio 2014 commento alla 2a edizione

Voto 
davvero molto bello.
Davvero molto bello, ben scritto. La storia la raccontano i personaggi tratteggiati in maniera egregia. Da leggere.
martedì 21 gennaio 2014 commento alla 2a edizione

Michele san vito - sito ilmiolibro.it
Il mare non bagna Milano
Lavorare a Milano, in una grande azienda. Trascorrere giornate intere, pezzi di vita, in ufficio, tra gli sguardi e gli squilli dei telefoni, che si intrecciano al di sopra dei pannelli dell\'open space, e le pause alla macchinetta del caffè, al piano. Uscire alle 5 del pomeriggio, facendo la coda per uscire, di fronte all\'ascensore. Prendere il tram, nel freddo umido della sera. Vivere in una casa di ringhiera, in una zona popolare, lontano dai fasti di Via Montenapoleone o di Via Dante. Milano - a differenza di Roma - sa essere dura, quasi crudele, con coloro che non concorrono - o non hanno possibilità alcuna di concorrere - per i primi posti. Con chi non appartiene alle famiglie-bene, con chi non ha frequentato il "Berchet", o il "Parini"; con chi è partito in seconda, o in terza posizione, con chi si è attardato. Con chi non arriverà mai. Mariarosa Ventura ci conduce, con stile espressivo e sicuro, nel mondo della nuova classe operaia, tra le impiegate e gli impiegati della Milano che lavora, delle frustrazioni, dei singles, degli incontri rapidi ed insoddisfacenti, che lasciano sempre l\'amaro in bocca, anche se la pubblicità ce la racconta diversamente; di coloro che hanno tutto, ma che, in realtà, non hanno niente. Ed è proprio questa l\'"Insània" del titolo: è questa frustrazione, questa insoddisfazione, questa ricerca continua di un qualcosa che sfugge, che si allontana, che non ha altro nome se non quello di felicità. Ma nessuna strada, tra le periferie, gli uffici e e i viali solcati dalle rotaie dei tram, sembra condurre verso di essa. Ed è proprio allora, con la perdita di ogni speranza, che può scatenarsi la disperazione. E la follia.
sabato 18 gennaio 2014 commento alla 2a edizione

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